Interviste

Tre virtù per una mela: i consigli di nutrizionista, dentista e medico estetico

Estratto dell'intervista al dottor Tagliavia dalle rivista on-line "Io Donna" sui benefici della mela per le signore quarantenni e non solo (a questo link il testo originale).

Abbiamo chiesto a tre esperti di parlarci delle qualità delle mele dal loro punto di vista, spiegandoci come utilizzarle ogni giorno per proteggere la nostra salute. E diventare pure più belli.

La parola al dentista: «Uno spazzolino naturale»
«Masticare le mele, specie se si tratta delle varietà più croccanti, come ad esempio quelle verdi, vuol dire sviluppare un’azione meccanica simile a quella dello spazzolino, contrastando la formazione della placca. Per questo, specialmente in assenza di altri modi di pulirsi i denti, è una buona idea mangiarle a fine pasto», spiega il medico odontoiatra Nunzio Tagliavia. «Le mele inoltre contengono ferro e fluoro, ottimi per la salute dei denti. L’acido mallico ha proprietà antisettiche e disinfettanti, utili sia per le gengive che per lo smalto».

Il consiglio: L’unica raccomandazione è quella di non abusarne, specialmente se si è predisposti a sviluppare le carie. «L’acido mallico è pur sempre un acido, e come tale può danneggiare uno smalto particolarmente fragile». In questi casi vale il detto delle nonne: una mela al giorno è la scelta migliore. E poi, sciacquarsi la bocca con acqua e spazzolino».

Di Rossana Caviglioli (a questo link il testo originale).

 

Intervista a La7, programma Servizio Pubblico di Santoro

Il dottor Tagliavia è stato intervistato dall'inviato del programma "Servizio Pubblico" di Santoro, sulle cure dentistiche in una metropoli come Milano.

Intervista Glam40.com

Intervista del dottor Tagliavia dalla rivista on-line Glam40.com (reperibile a questo link)

Denti: 10 cose da sapere per proteggere il tuo sorriso a 40 anni e dintorni.

 Lo sguardo come il sorriso di una persona ci rivela se in quel momento è allegra, accogliente e disponibile oppure triste, arrabbiata, indisponibile all’ascolto e allo scambio. Dopo i 40 anni il sorriso va protetto ancora con più attenzione, per mantenerne il più a lungo possibile la salute ed evitare cure ai denti lunghe e dispendiose. Ne abbiamo parlato con il dottor Nunzio Tagliavia, medico odontoiatra a Milano che da oltre 20 anni si occupa di proteggere il sorriso dei suoi pazienti.

1. Quali sono i disturbi dentali più frequenti nelle donne intorno ai 40 anni?

I disturbi più frequenti a questa età dipendono molto dalla personale attenzione verso le cure dentali, compresi i controlli periodici e, ovviamente l’igiene di bocca, gengive e denti fatta ogni giorno a casa. In caso contrario è facile riscontrare carie e problemi parodontali (gengive sanguinanti e arrossate, osso che si ritrae) con relativo rischio di perdita precoce di denti. Anche l’eredità genetica e l’equilibrio ormonale possono essere causa di disturbi nonostante un’attenzione verso i propri denti.

 2. Quali consigli per la prevenzione alle donne che hanno compiuto 40 anni?

 Basta poco: controlli frequenti dal dentista (due volte all’anno se non ci sono particolari problemi), assolutamente niente fumo perché favorisce le parodontiti, l’infiammazione delle gengive, i tumori del cavo orale (oltre a rovinare e macchiare lo smalto), sana alimentazione (vedi risposta successiva).

 3. Quali sono i cibi che proteggono i denti?

 Per chi non è intollerante, il latte e i latticini per il loro contenuto alto di calcio, la mela, sedano e carote perché aiutano a ripulire denti e gengive dalla placca, no agli zuccheri semplici, frutti di bosco in abbondanza perché contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre i depositi di placca (inoltre favoriscono la buona circolazione sanguigna, proteggono i capillari e la vista), mentre rapanelli, pomodori, crescione e ciliegie contengono fluoro che rinforza lo smalto.

 4. Sbiancamento: quale tipo funziona meglio e come mantenere i risultati più a lungo, a casa, dopo il trattamento dal dentista?

 Non esiste la tecnica di sbiancamento dentale migliore in assoluto. Anche perché ogni dentatura ha un colore naturale che reagisce in modo diverso ai trattamenti sbiancanti, sia quelli effettuati in studio sia quelli fatti a casa. Il modo più efficace per mantenere bianchi i denti sono soprattutto le abitudini alimentari e di vita. Ridurre i cibi che macchiano, come caffè, thé, niente fumo, liquirizia, cioccolato fondente può essere sicuramente utile. Per chi consuma thé verde per le sue proprietà antiossidanti, si consiglia in genere di assumerlo in compresse con molta acqua. Stesso effetto benefico senza macchie sui denti.

5. Lei ha grande esperienza negli impianti dentali: quali consigli per scegliere tra le tante offerte molto allettanti sul mercato oggi, senza rinunciare alla qualità?

Il primo consiglio che posso dare è che una vite implantologica non può costare troppo poco, direi non sotto i 300-350 euro. Inoltre è importante chiedere al proprio dentista quale sia la marca d’impianti utilizzata. Le case produttrici affidabili nei loro siti hanno una sezione dedicata al paziente, dove potrà conoscere meglio l’azienda produttrice e la sua storia.

6. Igiene orale: quante volte farla dal dentista in un anno? Quando capire che è il momento giusto? E come devono essere spazzolino e dentifricio?

Almeno due volte all’anno. Di più in caso di presenza di cure dentali estese o predisposizione alla carie e altre patologie. Lo spazzolino deve essere con setola a durezza media. L’offerta commerciale dei dentifrici è fin troppo vasta. Anche qui vale il discorso fatto per gli sbiancanti, non esiste il dentifricio migliore in assoluto, i componenti base delle paste dentifricie sono uguali per tutte. Si differenziano leggermente se vengono aggiunte componenti saline e antibatteriche o componenti ad azione sbiancante. In generale, più che il dentifricio in sé è più importante il corretto movimento di spazzolamento (in senso verticale, quello di crescita dei denti, e in orizzontale solo per le superfici che si toccano a bocca chiusa). Sono più comodi gli spazzolini elettrici ed è fondamentale usare il filo interdentale. Anche se recentemente alcuni studi sembrano dimostrare che sul lungo periodo sono più efficaci gli scovolini.

7. È vero che un bicchiere di vino rosso a pasto aiuta la salute di denti e gengive?

Il vino rosso è ricco di polifenoli, sostanze capaci di contrastare la capacità dei batteri di aderire alla superficie dentale e quindi la carie, determinata da un’eccessiva proliferazione dei batteri naturalmente presenti nel cavo orale (come lo Streptococco mutans). I polifenoli contenuti nel vino rosso proteggono anche il “biofilm” che ricopre i denti dall’aggressione degli acidi.

8. Parliamo di medicina estetica, alleata importante a questa età (a patto che sia “discreta” e mai eccessiva). Oggi anche i medici dentisti possono effettuare infiltrazioni di acido ialuronico intorno alla bocca per migliorare l’aspetto del viso e del sorriso: che cosa ne pensa? Questo tipo d’infiltrazioni è principalmente indicato come completamento di importanti riabilitazioni estetiche del sorriso. Per esempio se una paziente è rimasta per tanto tempo con protesi mobili, è possibile che i tessuti attorno alla bocca perdano di tono e si accentuino le rughe. Le infiltrazioni con acido ialuronico hanno quindi una funzione di completamento di queste cure, di solito in donne oltre i 45 anni. È anche indicato per chi ha perso un po’ di tono dei tessuti intorno alla bocca o per chi non ha ricevuto cure dentali appropriate e desidera “rinfrescare” il sorriso. 9. È vero che masticare gomme che contengono xilitiolo aiuta contro la carie?

Secondo un recente studio condotto dall’Università degli Studi di Milano e dall’Istituto di Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Sassari lo xilitolo, uno zucchero vegetale estratto dalla corteccia della betulla, ha un’azione specifica contro gli streptococchi del gruppo mutans, i batteri responsabili della carie.

 10. Secondo l’Istat sono sempre di più le persone che rinunciano alle cure dentali perché temono di spendere troppo: come scegliere un buon dentista low cost?

 Meglio preferire strutture dove chi esegue le prestazioni sia anche il titolare dello studio: è  più sicuro se all’entrata sono esibiti un nome e un cognome e non un marchio aziendale. Chi è titolare della struttura in cui svolge la propria professione è più responsabilizzato e non è soggetto a pressioni da parte di chi si occupa del marketing. Non deve, cioè, accettare strategie aziendali che a volte sono distanti dall’etica medica. Il rischio è di trovarsi di fronte a preventivi troppo generosi che devono far sospettare punti deboli nella qualità della prestazione. Il costo di un manufatto dentale non può essere inferiore a una certa cifra: una corona offerta a meno di 300 euro deve destare diffidenza come del resto una vite implatologica a meno di 350 euro. Altri indicatori sono l’ubicazione e le dimensioni dello studio: una struttura con molto personale situata in una zona centralissima deve applicare costi più alti per ragioni facili da comprendere. In generale, una vite implantologica a 1000 euro è cara rispetto a quello che si potrebbe pagare la stessa vite applicata con la medesima competenza in un centro meno grande.

Di Laura Salonia (reperibile a questo link)